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全部拍賣 / Arts & Graphics / Venetian painter, 17th century, bull hunt in campo San Polo in Venice

Venetian painter, 17th century, bull hunt in campo San Polo in Venice (1); Festa delle Marie in St Mark, looking towards the church of San geminiano in Venice (2), a pair of paintings, oil on canvas Pittore veneziano, sec. XVII CACCIA AI TORI IN CAMPO SAN POLO. VENEZIA FESTA DELLE MARIE IN PIAZZA SAN MARCO VERSO LA CHIESA DI SAN GEMINIANO. VENEZIA coppia di dipinti, olio su tela, cm 100x150, entro cornici in legno dorato Il primo dipinto raffigura la Caccia ai tori, un'importante festa popolare veneziana la cui origine viene fatta risalire al 1162-63 quando la Repubblica di Venezia conquistò Aquileia dopo aver catturando il patriarca Ulrico di Treffen. Queste manifestazioni erano organizzate dalle Compagnie della Calza, gruppi di giovani aristocratici che agivano come impresari di spettacoli. Vi partecipavano dai 12 fino ai 24 animali a seconda dell'importanza dell'evento, che venivano fatti entrare in campo al massimo 4 per volta. Come rappresentato anche nel nostro dipinto, il bovino era legato con delle corde e istigato dai cani mentre il tiratore legato all'altro lembo della corda doveva trattenere e manovrare la bestia con movimenti abili e veloci. Il luogo designato per questi eventi erano i "campi", le piazze veneziane dove si svolgevano le cacce; le più utilizzate erano campo S. Polo, S. Giacomo dall'Orio e S. Margherita. In alcuni campi era invece proibito l'accesso per questi giochi, mentre in piazza San Marco e in palazzo Ducale si tenevano le cacce organizzate dalla Repubblica di Venezia come eventi di stato per accogliere ospiti illustri. Il secondo dipinto raffigura invece la Festa delle Marie, usanza presente a Venezia a partire dal IX secolo: nel secondo giorno di febbraio, festa della Purificazione di Maria, si benedivano tutte le coppie che si sarebbero sposate entro l'anno. Tra le donne che prendevano parte alla benedizione venivano scelte le dodici più povere che venivano vestite con sontuosi abiti e con monili preziosi prestati dalle principali chiese della città. Nel 973, durante una di queste celebrazioni, Venezia fu assaltata dai pirati, che rapirono le spose coi loro gioielli. La popolazione riuscì a salvare le fanciulle, e per ringraziare la Madonna della sua intercessione venne istituita la Festa delle Marie. La festa prevedeva, oltre alla benedizione delle coppie, anche il sorteggio delle dodici fanciulle più belle tra le famiglie povere della città; ognuna di esse veniva assegnata ad una famiglia ricca, che aveva il compito di donarle vestiti, gioielli e una dote perché si potesse maritare. Questa tipologia di feste veneziane è stata più volte riprodotta da molti pittori, soprattutto dopo la seconda metà del XVII secolo. Tra questi possiamo citare Joseph Heinz il giovane (1600-1678) e Alessandro Piazza (1652/65-1727). Venetian painter, 17th century, bull hunt in campo San Polo in Venice (1); Festa delle Marie in St Mark, looking towards the church of San geminiano in Venice (2), a pair of paintings, oil on canvas Pittore veneziano, sec. XVII CACCIA AI TORI IN CAMPO SAN POLO. VENEZIA FESTA DELLE MARIE IN PIAZZA SAN MARCO VERSO LA CHIESA DI SAN GEMINIANO. VENEZIA coppia di dipinti, olio su tela, cm 100x150, entro cornici in legno dorato Il primo dipinto raffigura la Caccia ai tori, un'importante festa popolare veneziana la cui origine viene fatta risalire al 1162-63 quando la Repubblica di Venezia conquistò Aquileia dopo aver catturando il patriarca Ulrico di Treffen. Queste manifestazioni erano organizzate dalle Compagnie della Calza, gruppi di giovani aristocratici che agivano come impresari di spettacoli. Vi partecipavano dai 12 fino ai 24 animali a seconda dell'importanza dell'evento, che venivano fatti entrare in campo al massimo 4 per volta. Come rappresentato anche nel nostro dipinto, il bovino era legato con delle corde e istigato dai cani mentre il tiratore legato all'altro lembo della corda doveva trattenere e manovrare la bestia con movimenti abili e veloci. Il luogo designato per questi eventi erano i "campi", le piazze veneziane dove si svolgevano le cacce; le più utilizzate erano campo S. Polo, S. Giacomo dall'Orio e S. Margherita. In alcuni campi era invece proibito l'accesso per questi giochi, mentre in piazza San Marco e in palazzo Ducale si tenevano le cacce organizzate dalla Repubblica di Venezia come eventi di stato per accogliere ospiti illustri. Il secondo dipinto raffigura invece la Festa delle Marie, usanza presente a Venezia a partire dal IX secolo: nel secondo giorno di febbraio, festa della Purificazione di Maria, si benedivano tutte le coppie che si sarebbero sposate entro l'anno. Tra le donne che prendevano parte alla benedizione venivano scelte le dodici più povere che venivano vestite con sontuosi abiti e con monili preziosi prestati dalle principali chiese della città. Nel 973, durante una di queste celebrazioni, Venezia fu assaltata dai pirati, che rapirono le spose coi loro gioielli. La popolazione riuscì a salvare le fanciulle, e per ringraziare la Madonna della sua intercessione venne istituita la Festa delle Marie. La festa prevedeva, oltre alla benedizione delle coppie, anche il sorteggio delle dodici fanciulle più belle tra le famiglie povere della città; ognuna di esse veniva assegnata ad una famiglia ricca, che aveva il compito di donarle vestiti, gioielli e una dote perché si potesse maritare. Questa tipologia di feste veneziane è stata più volte riprodotta da molti pittori, soprattutto dopo la seconda metà del XVII secolo. Tra questi possiamo citare Joseph Heinz il giovane (1600-1678) e Alessandro Piazza (1652/65-1727). Venetian painter, 17th century, bull hunt in campo San Polo in Venice (1); Festa delle Marie in St Mark, looking towards the church of San geminiano in Venice (2), a pair of paintings, oil on canvas Pittore veneziano, sec. XVII CACCIA AI TORI IN CAMPO SAN POLO. VENEZIA FESTA DELLE MARIE IN PIAZZA SAN MARCO VERSO LA CHIESA DI SAN GEMINIANO. VENEZIA coppia di dipinti, olio su tela, cm 100x150, entro cornici in legno dorato Il primo dipinto raffigura la Caccia ai tori, un'importante festa popolare veneziana la cui origine viene fatta risalire al 1162-63 quando la Repubblica di Venezia conquistò Aquileia dopo aver catturando il patriarca Ulrico di Treffen. Queste manifestazioni erano organizzate dalle Compagnie della Calza, gruppi di giovani aristocratici che agivano come impresari di spettacoli. Vi partecipavano dai 12 fino ai 24 animali a seconda dell'importanza dell'evento, che venivano fatti entrare in campo al massimo 4 per volta. Come rappresentato anche nel nostro dipinto, il bovino era legato con delle corde e istigato dai cani mentre il tiratore legato all'altro lembo della corda doveva trattenere e manovrare la bestia con movimenti abili e veloci. Il luogo designato per questi eventi erano i "campi", le piazze veneziane dove si svolgevano le cacce; le più utilizzate erano campo S. Polo, S. Giacomo dall'Orio e S. Margherita. In alcuni campi era invece proibito l'accesso per questi giochi, mentre in piazza San Marco e in palazzo Ducale si tenevano le cacce organizzate dalla Repubblica di Venezia come eventi di stato per accogliere ospiti illustri. Il secondo dipinto raffigura invece la Festa delle Marie, usanza presente a Venezia a partire dal IX secolo: nel secondo giorno di febbraio, festa della Purificazione di Maria, si benedivano tutte le coppie che si sarebbero sposate entro l'anno. Tra le donne che prendevano parte alla benedizione venivano scelte le dodici più povere che venivano vestite con sontuosi abiti e con monili preziosi prestati dalle principali chiese della città. Nel 973, durante una di queste celebrazioni, Venezia fu assaltata dai pirati, che rapirono le spose coi loro gioielli. La popolazione riuscì a salvare le fanciulle, e per ringraziare la Madonna della sua intercessione venne istituita la Festa delle Marie. La festa prevedeva, oltre alla benedizione delle coppie, anche il sorteggio delle dodici fanciulle più belle tra le famiglie povere della città; ognuna di esse veniva assegnata ad una famiglia ricca, che aveva il compito di donarle vestiti, gioielli e una dote perché si potesse maritare. Questa tipologia di feste veneziane è stata più volte riprodotta da molti pittori, soprattutto dopo la seconda metà del XVII secolo. Tra questi possiamo citare Joseph Heinz il giovane (1600-1678) e Alessandro Piazza (1652/65-1727). Venetian painter, 17th century, bull hunt in campo San Polo in Venice (1); Festa delle Marie in St Mark, looking towards the church of San geminiano in Venice (2), a pair of paintings, oil on canvas Pittore veneziano, sec. XVII CACCIA AI TORI IN CAMPO SAN POLO. VENEZIA FESTA DELLE MARIE IN PIAZZA SAN MARCO VERSO LA CHIESA DI SAN GEMINIANO. VENEZIA coppia di dipinti, olio su tela, cm 100x150, entro cornici in legno dorato Il primo dipinto raffigura la Caccia ai tori, un'importante festa popolare veneziana la cui origine viene fatta risalire al 1162-63 quando la Repubblica di Venezia conquistò Aquileia dopo aver catturando il patriarca Ulrico di Treffen. Queste manifestazioni erano organizzate dalle Compagnie della Calza, gruppi di giovani aristocratici che agivano come impresari di spettacoli. Vi partecipavano dai 12 fino ai 24 animali a seconda dell'importanza dell'evento, che venivano fatti entrare in campo al massimo 4 per volta. Come rappresentato anche nel nostro dipinto, il bovino era legato con delle corde e istigato dai cani mentre il tiratore legato all'altro lembo della corda doveva trattenere e manovrare la bestia con movimenti abili e veloci. Il luogo designato per questi eventi erano i "campi", le piazze veneziane dove si svolgevano le cacce; le più utilizzate erano campo S. Polo, S. Giacomo dall'Orio e S. Margherita. In alcuni campi era invece proibito l'accesso per questi giochi, mentre in piazza San Marco e in palazzo Ducale si tenevano le cacce organizzate dalla Repubblica di Venezia come eventi di stato per accogliere ospiti illustri. Il secondo dipinto raffigura invece la Festa delle Marie, usanza presente a Venezia a partire dal IX secolo: nel secondo giorno di febbraio, festa della Purificazione di Maria, si benedivano tutte le coppie che si sarebbero sposate entro l'anno. Tra le donne che prendevano parte alla benedizione venivano scelte le dodici più povere che venivano vestite con sontuosi abiti e con monili preziosi prestati dalle principali chiese della città. Nel 973, durante una di queste celebrazioni, Venezia fu assaltata dai pirati, che rapirono le spose coi loro gioielli. La popolazione riuscì a salvare le fanciulle, e per ringraziare la Madonna della sua intercessione venne istituita la Festa delle Marie. La festa prevedeva, oltre alla benedizione delle coppie, anche il sorteggio delle dodici fanciulle più belle tra le famiglie povere della città; ognuna di esse veniva assegnata ad una famiglia ricca, che aveva il compito di donarle vestiti, gioielli e una dote perché si potesse maritare. Questa tipologia di feste veneziane è stata più volte riprodotta da molti pittori, soprattutto dopo la seconda metà del XVII secolo. Tra questi possiamo citare Joseph Heinz il giovane (1600-1678) e Alessandro Piazza (1652/65-1727). Venetian painter, 17th century, bull hunt in campo San Polo in Venice (1); Festa delle Marie in St Mark, looking towards the church of San geminiano in Venice (2), a pair of paintings, oil on canvas, Pittore veneziano, sec. XVII, CACCIA AI TORI IN CAMPO SAN POLO. VENEZIA, FESTA DELLE MARIE IN PIAZZA SAN MARCO VERSO LA CHIESA DI SAN GEMINIANO. VENEZIA, coppia di dipinti, olio su tela, cm 100x150, entro cornici in legno dorato, Il primo dipinto raffigura la, Caccia ai tori, , un'importante festa popolare veneziana la cui origine viene fatta risalire al 1162-63 quando la Repubblica di Venezia conquistò Aquileia dopo aver catturando il patriarca Ulrico di Treffen. Queste manifestazioni erano organizzate dalle Compagnie della Calza, gruppi di giovani aristocratici che agivano come impresari di spettacoli. Vi partecipavano dai 12 fino ai 24 animali a seconda dell'importanza dell'evento, che venivano fatti entrare in campo al massimo 4 per volta. Come rappresentato anche nel nostro dipinto, il bovino era legato con delle corde e istigato dai cani mentre il tiratore legato all'altro lembo della corda doveva trattenere e manovrare la bestia con movimenti abili e veloci. Il luogo designato per questi eventi erano i "campi", le piazze veneziane dove si svolgevano le cacce; le più utilizzate erano campo S. Polo, S. Giacomo dall'Orio e S. Margherita. In alcuni campi era invece proibito l'accesso per questi giochi, mentre in piazza San Marco e in palazzo Ducale si tenevano le cacce organizzate dalla Repubblica di Venezia come eventi di stato per accogliere ospiti illustri. Il secondo dipinto raffigura invece la, Festa delle Marie, , usanza presente a Venezia a partire dal IX secolo: nel secondo giorno di febbraio, festa della Purificazione di Maria, si benedivano tutte le coppie che si sarebbero sposate entro l'anno. Tra le donne che prendevano parte alla benedizione venivano scelte le dodici più povere che venivano vestite con sontuosi abiti e con monili preziosi prestati dalle principali chiese della città. Nel 973, durante una di queste celebrazioni, Venezia fu assaltata dai pirati, che rapirono le spose coi loro gioielli. La popolazione riuscì a salvare le fanciulle, e per ringraziare la Madonna della sua intercessione venne istituita la Festa delle Marie. La festa prevedeva, oltre alla benedizione delle coppie, anche il sorteggio delle dodici fanciulle più belle tra le famiglie povere della città; ognuna di esse veniva assegnata ad una famiglia ricca, che aveva il compito di donarle vestiti, gioielli e una dote perché si potesse maritare. Questa tipologia di feste veneziane è stata più volte riprodotta da molti pittori, soprattutto dopo la seconda metà del XVII secolo. Tra questi possiamo citare Joseph Heinz il giovane (1600-1678) e Alessandro Piazza (1652/65-1727)
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BJÖRN AUREBEKK. Sittande kvinna, litografi, signerad och numrerad 50/99.
10/06/2026
$30
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